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Vini Naturali, soltanto una nuova moda?

Si vive di realismo che permette di valutare correttamente una determinata situazione, ma anche di utopia, altrimenti le cose non potranno mai cambiare. Ci sono dei produttori di vini che hanno l’ambizione, usiamo questo termine per farci capire, di non fare solo del buono vino, nei termini convenzionali in cui tutti lo intendiamo, ma di mettere dentro una bottiglia il sole, l’acqua, il vento, la terra, insomma in sintesi, il ciclo naturale della vita.
vini naturaliQuesto breve “cappello“, come si dice in gergo giornalistico, serve come presentazione del convegno che si terrà a Milano, organizzato da Lorenzo De Grassi, dal 5 al 7 marzo 2016, nella location del Palaghiaccio, sui vini naturali.
Il disciplinare di produzione del vino naturale, non prevede l’intervento di prodotti chimici durante la produzione in campo e tantomeno l’aggiunta di additivi per quel che riguarda la produzione vinicola vera e propria. L’ unico additivo che viene accettato è l’anidride solforosa, di cui viene richiesta di specificare la quantità nell’etichetta. I produttori di vino naturale, puntano sulla peculiarità del prodotto, sulla sua originalità, in sostanza, ci si batte contro una logica che tende a standardizzare e ad omologare la produzione vinicola.
I produttori vinicoli che hanno aderito all’iniziativa, hanno compiuto a modo loro una sceltà di libertà, contrapposta al mondo che potremmo definire “del consumo da scaffale“, per sposare una causa e l’idea di vino e di un modo di coltivare la terra che diventa allo stesso tempo, olistico, etico, che contempla però, nelle sue articolazioni pratiche e teoriche, un rischio maggiore che riguarda anche il gusto del prodotto finale. Un rischio che però i produttori di vino naturale, sono disposti a correre.
Insomma, una produzione vinicola basata, senza aggiunta di lieviti selezionati, può portare delle sorprese non certo positive, come quello di conferire un gusto imprevisto al vino, in ogni caso diverso dal vino tradizionale che tutti noi siamo abituati a bere tutti i giorni. Vino che proviene da terre coltivate senza l’aiuto della chimica di sintesi, i produttori di vino naturale non usano nessun prodotto che possa interagire con la flora batterica del suolo.
La logica che sta dietro a questo tipo di produzione vinicola, è quella di presentare il vino come un prodotto artigianale, perché la mano dell’artigiano incide sulla qualità del vino. L’obiettivo è quello di creare un vino più genuino, anche se come abbiamo visto, si tratta di un percorso difficile e pieno di insidie.
La manifestazione che si terrà a Milano i primi giorni di marzo, non è l’unica che si occupa di questa particolare produzione vinicola, ce ne sono altre. Attualmente il vino naturale copre una fetta di mercato pari all’ ½%, della vinicola nazionale.
La sfida che i produttori di vino naturale sono chiamati ad affrontare, è quella di educare in un certo senso il palato del consumatore e orientarne le scelte per quanto riguarda il vino. Perché essendo stati da sempre abituati a bere del vino “convenzionale”, diciamo così, appena assaggiamo del vino naturale, alla prima impressione, può sembrare non buono. Si tratta di perseverare nella strada intrapresa e di far conoscere il prodotto a livello di promozione e commercializzazione il prodotto nella sua complessità.

About Patrizio Placuzzi

Patrizio Placuzzi
Giornalista pubblicista di lunga data e cronista d'assalto, ha scritto su importanti testate locali, mettendo al servizio della sua penna l'amore per il vino e l'enogastronomia di qualità.

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