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Marchesi Incisa della Rocchetta Chiaretto Futurosa 2011

Caratteristiche organolettiche

colore: rosato
profumo: fine, intenso. Profumo fruttato con note di fragola e frutti rossi.
palato: gusto fresco, fine e persistente
musica da degustazione: “Dancing” (Paolo Conte)
temperatura di servizio: 12°C
grado alcolico: 12,5-13,5% vol.

dalla vigna alla tavola…

I Marchesi Incisa della Rocchetta sono una delle più antiche famiglie del Piemonte. Per secoli sono stati dediti  alla viticultura e alla produzione dei vini nel Monferrato astigiano.
Insieme a Langhe e Roero, le colline del Monferrato rappresentano il cuore della viticoltura piemontese. Queste colline, per la natura argillo-sabbiosa dei loro terreni, sono sempre state il luogo più adatto per la coltivazione della vite. Esse offrono anche un micro-clima ideale. Il sole riscalda i vigneti collinari durante i freddi inverni, mentre in estate ed autunno le brezze li mantengono freschi e asciutti dopo le piogge. Le forti escursioni termiche tra notte e giorno contribuiscono anch’esse significativamente alla maturazione delle uve e allo sviluppo dei profumi.
I vigneti dei Marchesi Incisa sono meravigliosamente esposti sulle colline che circondano Rocchetta Tanaro e sono coltivati in modo rispettoso per l’ambiente. La produzione per ceppo è tenuta molto bassa attraverso oculati diradamenti e, sempre per assicurare la massima qualità delle uve, la vendemmia manuale è finalizzata alla selezione delle uve migliori. La vinificazione, che una volta avveniva nelle cantine del castello di famiglia, è stata trasferita presso “La Corte Chiusa”, un’antica proprietà della famiglia, nel centro di Rocchetta Tanaro. Qui, in cooperazione con Donato Lanati, brillante e stimato enologo piemontese, vengono accuratamente seguite tutte le fasi di vinificazione e affinamento.

Sei curioso?

La sofisticazione e la mistificazione del vino rosato attraverso la formula più banale, ovvero la mescolanza illecita di vini bianchi e rossi, è faccenda antica. Ne parlava già nel 1549 Sante Lancerio, medico ma anche enologo, e talent scout di grandi vini per la mensa del papa Paolo III Farnese. Lancerio cita spesso nelle sue relazioni vini “lacrima o rosati”, Lacrima perchè quando si spremono delicatamente nel palmento le uve rosse si sentono i grappoli dagli acini ben maturi, quasi “gemere”, prima di rilasciare, goccia a goccia, il loro prezioso nettare. ” Ivini lacrima, o rosati migliori vengono da Somma”, scriveva l’illustre esperto quasi cinque secolo fa, “ma vengono sovente falsificati con vini bianchi e rossi”. Più chiaro di così.

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